La partita si mette male, l'Inter subisce il pareggio dell'1-1. Un brivido radiofonicamente lungo una vita attraversa schiena e orecchie su quel pallone che arriva lì dove non deve arrivare: c'è un secondo e mezzo, circa, di ammutolimento generale. In radio è una vita, un colpo al cuore. Usando le parole di un nostro collaboratore, Luca "da Conegliano" Anzanello (come citato dal mitico Emanuele Dotto in un Sabato Sport), Julio Cesar ha ammutolito Riccardo Cucchi. Un secondo e rotto, agghiacciante, da groppo in gola, con il timidissimo boato di sottofondo della tifoseria ospite.
L'Inter ritroverà il vantaggio dopo aver segnato due gol, di cui solo uno è regolare, quello di Diego Milito che torna alla rete con un "azione poetica" (Mazzeo cit.). Tutto sembra riprendere la retta via, ma invece la notte stava appena cominciando. 2-2, Cucchi non nota l'iniziale parata di Julio Cesar, ma una palla che prima è destinata a rete ma che finisce sul palo ma che poi entra per davvero. Una svista. L'Inter "che non c'è più" però arriva fino al 2-5 anche con un autogol di Ranocchia che però non pare tale ed anzi, pure inizialmente annullato. Non è stata serata per l'eroe caposquadra di tutto il calcio. Succede anche ai più grandi, sono umani ed una radiocronaca non proprio da ricordare, ci sta. Non è proprio serata per i Campioni d'Europa. Succede, ma non sarebbe dovuto succedere ad una squadra che di recente aveva razzolato in Italia e in Europa tanto quanto degli alieni. A meno che non abbiamo voglia di una speranza piccola piccola, così come ha deciso di chiudere la radiocronaca Cucchi: diamoci un barlume di speranza. E, aggiungiamo noi, chissà se lo 04 dello Schalke sarà affiancato dalle due stesse cifre ma separate da un trattino. Un barlume di speranza non costa nulla.
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